Un prisma. Se lo si guarda così, in natura, grezzo e semplice, è un triangolo piccino, spigoloso ed insignificante. Ma, se ci avviciniamo, accade un miracolo: il nostro corpo sposta l’angolazione della luce che lo scaldava e lui esplode dinanzi ai nostri occhi in un arcobaleno di colori.

volontariato-1I miei Prismi di Vita sono i bimbi più fragili e straordinari di tutti: coloro che si trovano nel grembo materno, in attesa di nascere, e coloro che sono già nati, ma troppo presto, troppo prima dei nove mesi di pancione.
Ho sempre amato queste creature piccole e immense, ma non pensavo che la vita mi avrebbe portato a conoscerne il senso più vero e profondo, diventando anch’io madre di due gemellini nati pre-termine, che hanno rischiato la vita prima e dopo la nascita.
Il mio credere nella bellezza della vita è diventato un’esperienza fatta sulla mia pelle in tutto e per tutto, ed è così che posso dichiarare, oggi, che sono ancora più convinta di quanto dico, scrivo e penso.
I bambini prematuri sono una “categoria” sconosciuta al mondo. Solo le madri e i padri che varcano le porte delle Terapie Intensive Neonatali scoprono che esiste questa realtà: dura, cruda, terrificante ma, lentamente, datrice di amore immenso ed infinito. Da Prismi semplici e piccolissimi, i nostri figli diventano dispensatori di un amore unico al mondo, splendendo di una luce maestosa e incantata, che riserva a noi adulti un insegnamento speciale: ovvero che non c’è nulla che un essere umano non possa raggiungere o sconfiggere, nella misura in cui un bambino di appena 500 grammi di peso riesce a combattere la sua battaglia per la sopravvivenza e, nella maggior parte dei casi, a vincerla.
I bambini prematuri, una volta fuori dalle Terapie Intensive (dove l’incubatrice, i cateteri, i sondini per l’alimentazione e le mascherine per la respirazione hanno sostituito l’utero materno) iniziano a vivere finalmente nella loro casa, con i propri genitori sempre presenti. Poi crescono, corrono, vanno a scuola.
Per i loro genitori tutto questo non è scontato. 
Non è scontato partorire un figlio e averlo al proprio fianco. 
Un’altra realtà che da tempo fa parte della mia vita è quella delle madri in difficoltà a portare avanti una gravidanza. Per esperienza diretta, so che nessuna donna abbandonerebbe mai il proprio bambino. Quando accade avviene perché non ci sono aiuti necessari a sostenere una mamma che è profondamente in difficoltà. Aiuti economici ma soprattutto psicologici, di ascolto, di una mano tesa che ne afferra un’altra disperata ma estremamente bisognosa di essere amata ed aiutata a salvare il proprio figlioletto.
È bellissimo aiutare persone che oggi sono diventate mamme felicissime, così come è importante dare voce e solidarietà alle mamme che invece hanno abortito, ma che oggi sono testimoni del loro immenso dolore, faro di luce verso chi è ancora in tempo a non perdere il proprio bambino e se stessa…
Da scrittrice, ho sempre scritto per la Vita. 
volontariato-2Se, attraverso la lettura, desideri conoscere questi mondi belli e difficili, pieni di coraggio estremo, ti lascio i link dove troverai tutte le informazioni per documentarti sui “Prismi di Vita”, come li chiamo io, ma anche sulle loro famiglie, e sui convegni che li riguardano organizzati a livello italiano.
Se desideri aiutare in maniera concreta o avere maggiori informazioni sui bambini prematuri, questi Miracoli che noi “genitori ex-tin” chiamiamo “Guerrieri Silenziosi”, puoi contattare l’Associazione Piccoli Passi Onlus, o donare il tuo 5 per 1000, cosicché possa arrivare un contributo per l’acquisto di incubatrici, macchinari medici, scaldasiringhe e così via, che purtroppo, per la situazione italiana, vengono attualmente comprati quasi esclusivamente grazie a donazioni da parte di associazioni o di famiglie che hanno avuto il proprio bambino in tin.
Se invece preferisci aiutare le donne che vivono una gravidanza difficile, che sono ragazze madri, o che hanno perduto lavoro e compagno per il semplice fatto di essere incinte, puoi scoprire cosa sono i Progetti Gemma, organizzati dal Movimento per la Vita Italiano.
Il periodico “Il Foglietto che ci informa” è sempre disponibile per te gratuitamente: online o tramite abbonamento. Lo potrai ricevere comodamente a casa e trovarvi spunti di riflessione, articoli recenti e numeri telefonici a disposizione, in caso ti servisse aiuto o volessi aiutare qualcuno.
Da scrittrice, difendo con tutta la mia forza e le mie parole questi bimbi che sono l’arcobaleno più luminoso di questo nostro mondo così cupo. 
Ho imparato da loro insegnamenti che nessun altro sarebbe stato in grado di donarmi.
Se hai una storia da raccontare, che ti ha coinvolto da protagonista, scrivimi!
Se lo desideri, darò voce alla tua testimonianza: o su questo sito, nella sezione dedicata al Volontariato, o sul giornale “Il Foglietto che ci informa” del quale sono redattrice.
“Non arrendersi mai!”. 
Non l’ho imparato da chissà chi.
Me l’hanno gridato, con il loro silenzio degno di dignità encomiabile, i miei figli, dall’oblò di un’incubatrice.
Loro ce l’hanno fatta.
E noi, che siamo un pezzo di questa terra, forse abbiamo il dovere di dare la stessa speranza a chi è indifeso, a chi sta soffrendo, a un genitore in crisi, a una mamma che potrebbe non abbracciare mai il suo bambino.
Io ci sono.
Mi dai una mano anche tu?

Partecipa alla discussione 3 Commenti

  • Rosy scrive:

    Ciao Paola, è da parecchio che non ci si sente. Anch’io ho vissuto un’esperienza spiacevole, ma ricca di speranza. Possa tu raccontare anche questa esperienza a chi vuoi, per far si che questa diventi una luce di speranza per chi come me ha vissuto o stà vivendo una storia simile. Dopo aver avuto due splendide figlie, Isabel e Mara, senza problemi e in modo del tutto naturale, io e mio marito pensiamo a un terzo figlio/a e così ci avventuriamo in una terza gravidanza, di un bimbo che purtroppo nasce al quinto mese di gestazione ma senza vita. Ho dovuto partorire un bimbo che sapevo morto e che avrei solo abbracciato con il mio sguardo triste e incredulo di quello che mi stava accadendo. In un primo momento, era come se quello che mi stava capitando era qualcosa di estraeneo a me, non mi rendevo conto che quel pancione assente era la conseguenza di un bambino che non aveva voglia di vivere e che aveva scelto di tornarsene lì da dove era venuto. Mi dicevo ho Isabel e Mara e mi concentravo su di loro e sulla fortuna che avevo. Ma tornata a casa nella mia realtà quotidiana, incominciai a rendermi conto che qualcosa mi mancava, il pensiero di un futuro neonato che non sarebbe più arrivato. Quando tornai dal mio ginecologo per la prima visita, gli chiesi il perchè e mi rispose che certe cose accadono e spesso o quasi sempre non si sa il perchè. La risposta me la sono data con il tempo: Il picccolino, che non abbiamo avuto il piacere di conoscere, ha voluto lasciare il posto ad Azzurra che altrimenti forse non sarebbe nata, difficilmente avremmo pensato a un quarto figlio. I figli sono dei miracoli, per me Azzurra lo è due volte. Un bacio e un abbraccio da tutti noi.

    • Paola Alciati Paola Alciati scrive:

      Carissima Rosy, innanzitutto mando un abbraccio a te e alla tua splendida famiglia!
      Grazie per quanto hai voluto condividere: è un’esperienza fra le più terribili, secondo me.
      La morte di un figlio non è spiegabile, non è accettabile, è un dolore troppo immenso.
      Perché le cose vanno così? Già, nessuno lo sa. Sono d’accordo con te sul fatto che solo con il tempo arriva qualche risposta e, secondo me, ce la manda proprio quel bambino che è un angelo del Cielo, e che aiuta tutti i giorni i suoi genitori e le sue tre sorelle da Lassù. In tin mi hanno detto che a tutto c’è un senso, e che quando i bimbi muoiono avviene perché, in qualche maniera, la famiglia coinvolta farà di tutto ciò un faro di luce. Io non ci potevo credere, ma poi ho conosciuto, con il tempo, persone che non si dimenticano mai del loro piccolo Angelo, e nello stesso tempo sentono fortissima la sua presenza e la sua preghiera. Azzurra è una ragazza fantastica che, secondo me, di talenti ne ha ben più del normale. Un regalo che, come dici tu, le ha lasciato il suo fratellino e che tuttora “sorveglia”… affinché possa sbocciare in maniera ancora più speciale.
      Una mamma mi ha detto: “Sono felice per il tempo, anche se breve, in cui il mio bambino è stato con me. È durato poco, ma in quei mesi siamo stati insieme e sarebbe stato molto peggio non averlo mai conosciuto o sentito crescere in me. La sua vita era destinata ad essere breve, ma quel breve mi ha dato tantissimo. Io a lui ho dato il massimo, ed ora sento che dal Cielo mi protegge sempre in una maniera speciale”.
      Non ci sono parole per capire o per accettare. Ci rimane solo l’Amore con la A maiuscola, l’Amore grande che ci unisce ai nostri figli, quelli nati, quelli non nati. Questo Amore nessuno potrà mai cancellarlo, e avrà sempre il potere di farci ritrovare, nel cuore, la tenerezza dell’essere mamma e figlio.
      Grazie per le tue parole di speranza!
      Un abbraccio speciale a tutti voi, alla famiglia unita ed accogliente che siete!

      Paola

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